Ci sono personaggi letterari che, una volta entrati nell’immaginario dei lettori, non se ne vanno più.
Michele Balistreri è decisamente uno di questi, tanto da diventare per i lettori un vecchio amico di vita.
Personaggio scomodo, difficile da amare ma impossibile da ignorare, se ne attendeva il ritorno dopo l’ultimo capitolo (Da molto lontano, datato 2020) e questa sua nuova apparizione prosegue un lungo percorso introspettivo che l’autore compie insieme ai suoi lettori.
Balistreri è un uomo che guarda il buio negli occhi senza mai distogliere lo sguardo, ma con la paura che sia il buio a guardare lui.
Con L’amore non basta, Roberto Costantini riporta in scena il Commissario Balistreri raccontando una storia che si snoda tra Sardegna, colpe e redenzioni. Una storia potente e stratificata che mescola thriller, memoria e tragedia umana con la consueta precisione narrativa dell’autore.
La vicenda si apre nel 1984, quando Balistreri viene spedito, per punizione, in Sardegna; terra segnata dalla piaga dei sequestri di persona. Un contesto difficile per un poliziotto dal carattere altrettano difficile, spigoloso e dai metodi duri, che si trova qui a dover affrontare due casi: il rapimento di una bambina del luogo e il figlio di una ricchissima famiglia romana legata al mondo dell’edilizia e della malavita. Dietro a entrambi i casi ci sarebbero i pastori di Orgosolo e un sistema basato su leggi non scritte in cui la vendetta è autorizzata.
Asprezza e lusso: quando i contrasti geografici diventano escamotage narrativi
Costantini costruisce la tensione muovendosi tra due Sardegne opposte: la Barbagia aspra e profonda, e il lusso sfacciato della Costa Smeralda. In mezzo c’è Balistreri, uomo irrequieto e moralmente ambiguo, costretto a collaborare con l’agente sardo Filippo Martiradonna: pacifista, dispensatore di massime filosofiche, legato alla famiglia e alla sua terra e sua moglie Grazia, una giovane donna barbaricina cresciuta nella povertà e nella sopraffazione maschile, determinata a cambiare il proprio destino a qualsiasi costo. I rapporti tra Balistreri e la coppia innescano una miscela esplosiva dalle conseguenze tanto impreviste quanto fatali, scatenando una reazione a catena di inseguimenti e sparatorie, faide e tradimenti, che si lascia dietro una lunga scia di sangue. Balistreri finirà per risolvere il caso squarciando il velo su una verità inaspettata e sconvolgente, che lo porrà davanti al suo peggiore incubo: il dilemma tra rimpianto e rimorso, tra verità e giustizia.
Ma il romanzo non si ferma agli anni Ottanta. Quarant’anni dopo ritroviamo Balistreri anziano a Lampedusa, in un percorso nella memoria, una resa dei conti con il passato e con quella verità che, a volte, solo il tempo riesce a far emergere. Attraverso l’esplorazione profonda dei personaggi e delle loro relazioni, il testo tiene sulla corda il lettore con un ritmo serrato e colpi di scena continui che però non portano mai fuori trama e non lasciano il lettore indifferente. Non ci sono eroi senza macchia e senza paura ma persone con luci e ombre, colpe e desideri, ambizioni e paure in un ambito in cui il bene e il male sembrano perdere il loro confine netto.
Nulla potrà salvarci, nemmeno l’amore ( ? )
Il vero tema del libro, che si classifica naturalmente come giallo, è però l’amore: o meglio, la sua insufficienza.
Perché l’amore nel mondo di Balistreri non basta a salvare nessuno; non può fermare la vendetta, né serve a cancellare gli errori. E’ un sentimento potente e fragile capace di illuminare la vita, di magnificarla: ma non di proteggerla.
L’amore non basta è dunque molto più di un thriller. È una storia sul peso delle scelte, sulla memoria e sulla verità. E soprattutto su quella considerazione che attraversa tutta la vicenda: nella vita l’amore può essere tutto, ma non sempre è sufficiente.
Un libro che colpisce per la sua profondità e la sua complessità, e che consiglio a tutti gli amanti del thriller e della narrativa italiana.








