Natura del male, fragilità umana, ricerca della verità: il noir mediterraneo di Piergiorgio Pulixi

by Silvia Bottoni | 23 Mar 2026 | In evidenza, Recensioni

Tradotto in dodici Paesi, penna del “noir mediterraneo”, scrittura che alterna la pietas all’immersione nella natura umana più oscura, ideatore del criminologo Vito Strega e della saga che ne prende il nome – anche conosciuta come I Canti del Male – e di altre figure rappresentative del genere, dal commissario Biagio Mazzeo alle ispettrici Mara Rais ed Eva Croce, dall’eccentrico libraio e gattaro Marzio Montecristo sino alla commissaria Rosa Lopez, lui è lo scrittore cagliaritano e milanese di adozione Piergiorgio Pulixi.
Le sue figure complesse e sfaccettate, intrappolate in storie di corruzione, potere e redenzione, riflettono l’influenza di autori come James Ellroy e Don Winslow.

 

Il nido del corvo

Il nido del corvo (Feltrinelli, 2026) è un thriller psicologico dalla prosa che alterna crudezza e poesia, capace di catturare l’attenzione fin dalle prime pagine senza lasciarla più andare. La storia segue due poliziotti, Daniel Corvo e Viola Zardi, che indagano su un omicidio efferato in un piccolo paese della Sardegna.
I personaggi sono ben sviluppati e complessi, con Corvo, poliziotto disciplinato e religioso, e Zardi, donna istintiva e appassionata, che formano una coppia investigativa interessante e del tutto credibile.
La scrittura di Pulixi è come sempre magistrale, con una prosa secca e incisiva che trascina il lettore nel cuore della storia mantenendolo sulle spine. I personaggi sono complessi e sfaccettati, con motivazioni e segreti rivelati gradualmente.
È un romanzo che fa riflettere sulla natura umana, sulla giustizia e sulla redenzione, questo.
La trama intricata e piena di colpi di scena conduce a un finale che ti lascia senza fiato; le atmosfere cupe e suggestive trascinano il lettore nel cuore della Sardegna, a vivere la storia insieme ai personaggi, come se fosse possibile esserci senza bisogno di prendere aerei né avere effettuato studi di psicologia criminale né tantomeno essere poliziotti.
Un thriller che ti tiene sulle spine fino alla fine, con un finale che non delude e che lascia spazio a ulteriori sviluppi.

 

L’uomo dagli occhi tristi

L’uomo dagli occhi tristi (Rizzoli, 2025), il suo ultimo libro, è un thriller avvincente che combina elementi di noir e denuncia sociale, ambientato nella suggestiva Sardegna. La storia segue le indagini delle ispettrici Mara Rais ed Eva Croce, che devono risolvere un caso di omicidio efferato legato al business dell’eolico e alle infiltrazioni mafiose nella regione. Il libro presenta una trama complessa e ben costruita, con colpi di scena che tengono il lettore con il fiato sospeso. Pulixi dimostra come sempre una grande abilità nel descrivere i personaggi e le loro profondità psicologiche, in particolare le due protagoniste femminili, Mara ed Eva, entrambe forti e al contempo vulnerabili. La Sardegna è descritta come un luogo di bellezza primordiale ma anche di ombre e segreti, che rispecchia la tensione dei protagonisti. Il tema della giustizia e della verità è centrale nel libro, e Pulixi non esita a criticare la politica e la società che preferiscono proteggere i propri interessi piuttosto che cercare la verità. Un libro da leggere assolutamente per continuare a seguire le vicende di Rais, Croce e Strega: il classico libro che, quando arrivi all’ultima pagina, ti sembra di avere lasciato degli amici che vorresti rivedere subito. Solo un suggerimento: Pulixi, non farci penare più di tanto perché vogliamo che Strega risolva il mistero della stalker insieme a Eva, Mara ….e Sofia!

 

La donna nel pozzo

La donna nel pozzo (Feltrinelli, 2024) è un libro che consiglio a tutti, indipendentemente dalla passione che possono nutrire per la narrativa di genere. Difficile infatti identificarlo in un’unica categoria poiché offre una miscela di thriller, noir e commedia: il romanzo ci immerge in una storia complessa e affascinante che ruota attorno alla vita di Cristina Mandas, una maestra che custodisce segreti profondi, e a due scrittori, Lorenzo Roccaforte ed Ermes Calvino, coinvolti in una indagine all’inizio loro malgrado che poi portano avanti con assoluta convinzione. Il romanzo colpisce immediatamente per la sua capacità di avvolgere il lettore in una trama fitta, costruita attorno a dettagli apparentemente insignificanti che si rivelano fondamentali.
Come spesso accade nella vita, è un piccolo e apparantemente trascurabile errore a scatenare una reazione a catena che porta a scoprire segreti nascosti. Il dettaglio in questione è un compleanno dimenticato: Cristina Mandas, donna all’apparenza tranquilla e ben inserita nella sua comunità sarda, si dimentica del compleanno del marito. Un gesto banale in apparenza, ma che riflette la crepa di una vita che si sta rapidamente allargando. Una trama piena di tensione e colpi di scena in cui Pulixi costruisce un racconto intrigante mettendo a nudo le dinamiche più oscure della psiche umana e supera sé stesso, offrendo al lettore una storia che sa sorprendere e affascinare, lasciando le proprie impronte (anzi, le proprie tracce…) inconfondibili.

Per gli appassionati di Vito Strega e dei personaggi più noti creati da questo bravissimo scrittore si tratta di un nuovo viaggio in un genere di scrittura che spezza le convenzioni tradizionali senza mai perdere il filo conduttore della narrazione si arriva alla fine tutto d’un fiato. Quando s’inizia a leggere non ci si stacca più per la sua grande abilità che mantiene alta la tensione senza perdere mai quel tocco di ironia e leggerezza che mitigano l’intensità di eventi nefasti. Come sempre questo scrittore ci ha regalato una perla rara fatta di misteri, segreti, rivelazioni.
E poi: di nuovo la sua amata Sardegna con i suoi contrasti di luce e ombra, che diventa quasi personaggio a sé, contribuendo a costruire un’atmosfera carica di mistero e tensione.
La donna nel pozzo non è solo un thriller ben costruito e un romanzo che intrattiene, ma fa riflettere in maniera sottile e spietata su ciò che nascondiamo dentro di noi, sulle maschere che indossiamo, sulle scelte che facciamo e sul prezzo da pagare per mantenere le apparenze.

Felice di essere una sua appassionata lettrice fin dai suoi esordi e di averlo potuto conoscere di persona durante le sue presentazioni e attraverso un incontro di scrittura creativa organizzato a Ferrara anni fa. Spero tanto possa venire presto a presentare i suoi libri nella nostra città perché la sua affabulazione è al pari della sua scrittura: lascia sempre il segno!

 

 

Silvia Bottoni

Silvia Bottoni

Coreografa di giorno, lettrice appassionata di gialli e noir di notte. Quando non è impegnata a creare coreografie s’immerge nel mondo dei gialli, in cui spesso trova ispirazione anche per le sue creazioni. Come lettrice appassionata ama scoprire nuovi autori e titoli, e condivide le sue scoperte attraverso recensioni veraci e sincere sui social.
Scrive recensioni per diletto e per la soddisfazione personale di rimanere nelle storie che l’hanno coinvolta. Ama scoprire nuovi talenti letterari e ritrovare personaggi a lei cari di autori più noti. Le storie non terminano mai alla chiusura del libro ma vivono nel quotidiano attraverso pensieri e scambi con altre lettrici, perché è sempre difficile separarsi da mondi così coinvolgenti che
diventano affetti.
Per Penna Cenerina scriverà della propria biblioteca ideale: una vera selezione personale di libri che le sono cari e vuole condividere con altri in modo intimo e personale.

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