Uscito nei primi mesi di quest’anno Sono tra noi, opera del fumettista e autore Collirio, è un omaggio ai B-Movie (termine utilizzato per definire film realizzati con budget minimi) e al cinema di fantascienza degli anni Cinquanta e Sessanta.
“Sono un citazionista e da sempre il mio immaginario è legato al cinema – racconta Collirio, al secolo Gianfranco Vanni. Nella mia produzione ho realizzato due graphic novel dedicati alla fantascienza. Il primo titolo, Marco e il seme dell’uomo, pubblicato nel 2023, un omaggio a Marco Ferreri e al cinema d’autore, visionario e grottesco, prendendo spunto dall’unico suo film dedicato alla fantascienza, Il seme dell’uomo, un film del 1967, bello e nichilista, dove un virus letale non lascia scampo alla razza umana (non a caso, l’ho pensato e disegnato nel periodo Covid).
Il secondo è questo collage ironico e nostalgico su quel cinema a tratti ingenuo ma così poetico, in cui cito spudoratamente tre dei miei capisaldi. In primis Guerra tra pianeti (Killers from Space) del 1954, diretto da W. Lee Wilder, fratello del grande Billy, in cui gli alieni si insediano nel deserto del Nevada, sfruttando l’energia nucleare prodotta dagli esperimenti atomici statunitensi con lo scopo di attaccare e conquistare il mondo. La notte dei morti viventi (Night of the Living Dead) è il secondo riferimento, film del 1968 diretto da Geoge A. Romero, un film di contaminazione fra generi cinematografici, dove vengono mescolati horror e fantascienza. Non poteva mancare poi un omaggio a Plan 9 From Outer Space di Ed Wood del 1959, regista folle e principe dei Bmovie, definito il ‘peggior regista di Hollywood’. A questo proposito, consiglio caldamente il bellissimo film Ed Wood (1994) di Tim Burton, liberamente tratto da una sua biografia.
Ma anche il titolo è un riferimento alla fantascienza classica: “Film come L’invasione degli ultracorpi (Invasion of the Body Snatchers) del regista Don Siegel nel 1956 o a Essi vivono (They Live) di John Carpenter, diretto nel 1988, chiariscono tutto”, continua l’autore. “Nel mio graphic Novel c’è un elemento in comune con i due film, i marziani che vogliono conquistare il pianeta Terra, ma le analogie terminano qui; nelle due pellicole gli extraterrestri sostituiscono gli umani, facendoli diventare dei replicanti senza anima né personalità. Nel fumetto invece, la conquista della Terra da parte degli alieni avviene in modo cruento, scatenando orde di famelici zombie….”
Anche la tecnica che utilizza l’autore in questo graphic novel è strettamente legata al soggetto vintage del racconto: “Il disegno fa riferimento alla linea chiara che ha caratterizzato il fumetto negli anni Cinquanta; ma l’aspetto a mio avviso più interessante è legato al colore; una parte del comic è dominato da toni grigi che rimandano e immergono il lettore nel cinema in bianco e nero di quegli anni; un blocco consistente di tavole invece è dominato dal colore rosso. Questo avviene quando il personaggio principale, uno scienziato nucleare statunitense, si muove all’interno della base aliena. Un tocco d’autore: il fumetto è arte, anzi… la Nona Arte.”
E a proposito di zombie, una ironica e terribilmente realistica satira di Trump – che si rifiuta di credere agli alieni dando la colpa di quanto sta succedendo nel mondo a cubani e sovietici – termina con un altrettanto crudo e, forse meritato, finale: lui stesso è un alieno e la specie umana è condannata. Questo graphic mostra quanto scherzo e sarcasmo appaiano necessari e vitali per imbastire ogni volta storie nuove traendo ispirazioni dalla realtà, che tante volte supera in assurdità la fantasia.
“E’ dai tempi di Frigidaire, la rivista ‘contro’ – passami il termine – più importante degli anni Ottanta diretta da Vincenzo Sparagna, che mi porto dietro una visione grottesca della politica, la dissacrazione del potere e il sarcasmo. Per Frigidaire ho realizzato più di trenta storie a fumetti, raccolti in un bellissimo volume dal titolo Alias Collirio pubblicato da Gonzo Editore nel 2020.
In Questione di etichetta prendevo goliardicamente in giro i presidenti Reagan e Gorbaciov nel loro storico incontro alla Casa Bianca. Continuo ancora… presto uscirà La fattoria degli animali, graphic novel liberamente tratto dal romanzo di Orwell, dove il proprietario della fattoria sarà interpretato, passami il termine, da Donald Trump. E, per lui, non finirà bene!”.
La potenza del fumetto per criticare la società moderna e contemporanea
Il tema di fondo – una specie aliena che è pronta a invadere la Terra che comunque ha pochissimo tempo davanti a sé perché morente, vedi cambiamento climatico – tocca non solo fantascienza ma anche realtà nuda e cruda con cui ogni giorno, e sempre più purtroppo, l’essere umano si scontrerà.
“Sono preoccupato perché il nostro pianeta è gravemente ammalato. Scienziati e divulgatori scientifici lo ripetono continuamente, siamo vicino a un punto di non ritorno (vedi ultimo rapporto pubblicato dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente sul clima e sulla salute del pianeta).
E sono pessimista, perché non vedo il problema ambientale al primo posto nei dibattiti e nei programmi dei partiti politici, e quelli che ce l’hanno non hanno un grande consenso. Credo che le persone debbano affrontare le problematiche ambientali (clima, energia, sostenibilità) con ben altro spirito, fondamentale per il futuro del pianeta e delle nuove generazioni.
Fare cultura è fare politica
Possibile e doveroso farlo attraverso l’arte e la cultura quali fondamenti etici e critici della politica?
“Ogni artista ha una visione e una sensibilità diversa rispetto alle varie problematiche, anche contraddizioni e lacerazioni (recenti e infuocate sono le polemiche sui casi Francesco De Gregori e Erri De Luca). Il punto di riferimento del mio lavoro di fumettista è il cinema degli anni Settanta, periodo tra i più politicamente impegnati della storia; ho adattato sulla carta (con grande coinvolgimento) film di Pier Paolo Pasolini, Marco Ferreri, Robert Bresson; ho esaltato la rivolta dei marinai della corazzata Potemkin, ho indagato l’arroganza del nazismo disegnando il romanzo Gioventù senza Dio di Horvat. La mia è una visione di sinistra e militante della cultura, e come tale continuo il mio lavoro.














