Se dieci anni fa, con il libro “Non abbiamo tenuto conto degli Zombie” (Edizioni La Carmelina, con Giorgia Pizzirani e prefazione di Gianluca Morozzi), Leonardo Veronesi ci aveva avvisati che non serve avere la faccia da mostro per diventare uno Zombie – basta smettere di pensare, adeguarsi a tutto perché lo fanno tutti gli altri – oggi, con il nuovo album “Mi adeguo… con moderazione”, ci consegna l’antidoto.
Il libro era la diagnosi: lo Zombie è fuori e dentro di noi, è la perdita della capacità critica, l’incapacità di dire “ho sbagliato”. Era un dialogo a due voci tra aneddoti di vita che diventavano canzoni e racconti che diventavano specchio, che si chiudeva con un foglio bianco lasciato al lettore: “Adesso è il tuo momento”.
L’album è la terapia. E la risposta è già nel titolo.
Se il libro diceva “attenzione, rischiamo di diventare tutti Zombie”, il disco risponde “d’accordo, mi adeguo, ma con moderazione”. È la stessa “resistenza ironica” che Veronesi predicava nel libro: l’autocritica, la capacità di non prendersi troppo sul serio, di bere un caffè in cucina – come nella foto di copertina dove si intravede il segnalibro de “L’Anarchia della ragione” con la foto di suo padre – e lasciare spazio ai ricordi, alla giovinezza, ai pensieri senza filtri.
Non è un caso che la copertina del nuovo disco sia un autoritratto di vita quotidiana: è esattamente quel gesto privato che nel libro ci invitava a ritrovare, lontano dalla schiavitù dei social dove si comunica tutto prima ancora che accada.
Dieci anni dopo gli Zombie, Veronesi non ha cambiato idea, ha solo affinato la strategia: non si combattono gli Zombie con una rivoluzione – “siamo italiani e non siamo avvezzi alle rivoluzioni come i Francesi”, dice lui – ma con una stoica sopportazione, con ironia, senza vendersi del tutto. E soprattutto, senza esagerare. Perché c’è un limite a tutto.
“Non abbiamo tenuto conto degli Zombie” era la domanda.
“Mi adeguo… con moderazione” è la risposta.
Non abbiamo tenuto conto degli zombie
DI LEONARDO VERONESI GIORGIA PIZZIRANI
PREFAZIONE DI GIANLUCA MOROZZI
PAGINE 192
PREZZO €10,00 EDIZIONI LA CARMELINA
“NON ABBIAMO TENUTO CONTO DEGLI ZOMBIE” è un dialogo a due voci. Leonardo Veronesi ha scritto frammenti di vita e aneddoti che hanno portato alla creazione dei brani da lui composti che Giorgia Pizzirani ha scelto per trasformarli in racconti. Idealmente si è partiti dall’ album di Veronesi NON HAI TENUTO CONTO DEGLI ZOMBIE per sviluppare il progetto e anche il libro come l’album vede al centro il concetto di “Zombie” percepito fuori e dentro di noi. Tutti noi rischiamo di diventare Zombie ogni volta che usiamo male la nostra capacità di comprendere il mondo. Però esiste un antidoto o delle “parole magiche” come la capacità di dire “ho sbagliato”, “non avevo approfondito adeguatamente l’argomento”: l’autocritica e la comprensione degli eventi senza utilizzare preconcetti. Zombie inteso come mostro oppure come condizione mentale. Il rischio contagio è davvero notevole: ognuno di noi se non apre la sua mente agli altri potrebbe trasformarsi in Zombie perché non occorre avere le sembianze tipiche iconoclastiche della cinematografia classica horror per essere uno Zombie., basta sentirsi tale!
Veronesi, alla sua prima prova letteraria si definisce “una specie di Forrest Gump che seduto sulla panchina alla fermata del tram dei desideri racconta se stesso condividendo riflessioni che hanno portato appunto alla scrittura di alcune delle canzoni pubblicate dal 2008 alla stesura del libro ”. In Veronesi autore prevale l’ironia applicata al quotidiano con i suoi continui imprevisti, e si affianca a pensieri più profondi sulla religione, l’amicizia, la musica, le donne, la famiglia, il lavoro, la vita e la morte.
In parallelo Pizzirani propone racconti che parlano di normali e diversi, ma ciascuno dei lettori può scegliere chi è; chi tra i personaggi fa parte di uno schieramento e chi dell’altro non è dato saperlo dall’alto. Lo Zombie, nessuno ci dirà chi è realmente: se è quello diverso e originale, o se è quello che fa quello che fanno tutti gli altri, proprio perché forte del fatto che lo fanno tutti gli-altri.
Un libro interattivo che coinvolgerà anche il lettore fin dalle prime pagine sia attraverso la richiesta di esperienze simili che saranno raccolte e pubblicate in un “sequel” sia per la possibilità di scaricare gratuitamente per chi acquista il libro la musica di Veronesi dal suo sito con una password che sarà indicata nel libro. Musica creata appositamente per chi leggerà il libro che aiuta a costruire un mondo in cui lasciar entrare le parole e musica tratta dal suo repertorio live. Il libro rappresenta un incrocio di pensieri che partono da una sensibilità comune: Giorgia si è lasciata trasportare dalle canzoni per dare spazio alla fantasia mentre Leonardo ha usato una scrittura diversa da quella che utilizza per comporre e si è messo a nudo con autenticità attraversando passato presente e futuro.
Un libro molto particolare, ricco di spunti che passano dal reale al fantastico senza confini netti, un libro che instaura un dialogo immediato con il lettore e alla fine si conclude con un appello: “Adesso è il tuo momento, caro lettore che sei arrivato alla fine di questo libro. Ti lasciamo un foglio bianco a disposizione e, se le nostre parole ti hanno stimolato e risvegliato ricordi, potrai scrivere qualcosa di tuo e tenere solo per te i tuoi pensieri, riappropriarti di quella privacy ormai cancellata dalla schiavitù ai social dove si comunica tutto ciò che succede ancora prima che accada mescolando spesso realtà e finzione. Ritroverai il gusto di scrivere con la penna senza tastiera e senza il filtro asettico di uno schermo. Se però vorrai, potrai partecipare ad un progetto: scrivi parole, riflessioni, considerazioni, o magari un racconto sul tuo rapporto con gli Zombie, con le tue paure, con l’Imprevisto, sugli accadimenti che sovvertono i nostri equilibri e invia al nostro indirizzo di posta elettronica con i tuoi dati di riferimento. Le storie più significative che riceveremo saranno raccolte in una nuova pubblicazione, che diventerà il seguito di questo libro.”
Bio
Giorgia Pizzirani è una scrittrice, autrice e operatrice culturale italiana, attiva in particolare nell’ambito della saggistica, della narrativa e del panorama culturale ferrarese.
Produzione letteraria: Tra le sue opere figurano saggi e romanzi, tra cui Papa Sisto. Romanzo storico con illustrazioni e volumi a carattere biografico e narrativo legati al mondo della musica e dello spettacolo (come il libro su Stefano Bottoni e la storia del Ferrara Buskers Festival).
Collaborazioni artistiche: Ha lavorato a progetti multidisciplinari affiancando cantautori e musicisti (tra cui Leonardo Veronesi) nella stesura di testi, racconti e format che intrecciano musica e scrittura.
Divulgazione e Animazione Culturale: È spesso impegnata nel ruolo di moderatrice,intervistatrice e presentatrice di incontri letterari, dialogando con autori di spicco del panorama editoriale e giornalistico italiano.
Leonardo Veronesi è un cantautore, musicista e autore , noto per la sua scrittura ironica, diretta ed eclettica che fonde pop, rock e musica d’autore.
Carriera musicale: Formatosi nei primi anni ’90 al White Studio di Ferrara di Davide Romani, inizia come cantante di cover band (1997-2000) per poi proseguire come solista e autore. Esordisce con i singoli _Io ci sto_ (Polygram) e _Niente Sesso_ e pubblica 6 album: _Uno_ (2008), _Domandario_ (2011), _L’Anarchia della Ragione_ (2013), _Non hai tenuto conto degli zombie_ (2015), _Il Teatrino dell’Inutilità_ (2019) e _Mi Adeguo con Moderazione_, oltre all’EP _Atipico_ (2017). Autore al 53° e 55° Zecchino d’Oro (_Il Blues del Manichino_ – 3° posto) e per altri artisti, unisce testi ironici e mai banali a una ricerca continua di sonorità originali tra live, teatro canzone e progetti sociali.
“Il concetto di “Zombie” e le pubblicazioni: Nel singolo e brano Non hai tenuto conto degli zombie(tratto dall’album Il teatrino dell’inutilità) introduce la figura dello “zombie” come metafora dell’uomo contemporaneo, condizionato da ritmi frenetici, tecnologia e spersonalizzazione. Da questo concept nasce anche il libro Non abbiamo tenuto conto degli zombie (scritto con Giorgia Pizzirani e pubblicato da Edizioni La Carmelina), che intreccia narrativa, riflessioni e musica.
Attività letteraria e teatrale: Oltre alla discografia da solista, esplora costantemente il confine tra canzone e pagina scritta, curando format culturali, spettacoli di teatro-canzone e progetti multidisciplinari che coinvolgono attori, musicisti e scrittori della scena indipendente italiana.
Leonardo Veronesi torna con il nuovo album: “Mi adeguo… con moderazione”
Disponibile da oggi su tutte le piattaforme e negli store digitali il nuovo progetto
del cantautore Leonardo Veronesi, un autore con una lunga militanza nella canzone d’autore che torna con un lavoro che è una fotografia perfetta del nostro tempo.
“Mi adeguo… con moderazione” è un titolo ironico e fortemente provocatorio. L’album racchiude infatti una riflessione acuta sulla società contemporanea e sul compromesso quotidiano tra il desiderio di rimanere fedeli a sé stessi e le pressioni a conformarsi. L’immagine di copertina, che ritrae l’artista in un momento informale, con una tazzina in mano e un gesto in movimento che sembra dire…mah, rappresenta il tono del disco: diretto, quotidiano, ma ricco di sfumature e di senso, un ritorno alla verità più autentica.
“Mi adeguo… con moderazione” esplora le contraddizioni di un mondo in continua e rapida trasformazione. Veronesi affronta temi di attualità, relazioni e introspezione personale con la sua cifra stilistica distintiva, fatta di arrangiamenti accurati e testi che combinano ironia, poesia e critica sociale. È l’album in cui più che mai accetta il tempo che passa e non si vergogna degli anni che indossa senza strizzare l’occhio alle mode, orgoglioso del bagaglio estetico culturale assimilato negli anni come, per esempio, i film trash anni 80 con Pozzetto e Celentano, l’analisi sociale di Paolo Villaggio con il suo personaggio Fantozzi ecc.
Questo progetto rappresenta una sorta di “resistenza ironica” e consapevole: un invito a vivere la contemporaneità senza lasciarsi travolgere del tutto dai suoi ritmi e dalle sue omologazioni. Il titolo è già un manifesto. “Mi adeguo” è quello che ci sentiamo dire ogni giorno. “Con moderazione” è la risposta di Veronesi: un adeguarsi con intelligenza, con ironia, senza mai vendersi del tutto e soprattutto senza esagerare perché c’è un limite a tutto. Un album che fluttua tra momenti di denuncia sociale raccontati con il sorriso sulle labbra e momenti molto introspettivi e personali. Mi adeguo con moderazione contiene anche una sorta di presa di coscienza del fatto che siamo italiani e non siamo avvezzi alle rivoluzioni come i Francesi, quindi stoica sopportazione con la speranza che non si tiri troppo la corda.
L’album, che contiene anche il brano omonimo di cui è appena uscito il videoclip ufficiale, prosegue la linea del suo cantautorato surreale e impegnato, capace di passare dal pop alla satira sociale con quella leggerezza che è il suo marchio di fabbrica. Un album moderno e classico allo stesso tempo, curato negli arrangiamenti, che non segue mode ma crea un dialogo reale tra testi e musiche.
La copertina, solo apparentemente casuale, è in realtà un autoritratto di vita quotidiana, come spiega lo stesso Veronesi: “C’è la cucina della vecchia casa, si intravede il segnalibro de ‘L’anarchia della ragione’ dove in copertina c’è la foto di mio padre. È un’immagine di vita, strappata così per caso nel quotidiano, che è proprio dove io cerco di adeguarmi con moderazione.”
Ma è la postura stessa a raccontare il senso profondo del disco:
“Questa postura rappresenta la naturalezza, rappresenta veramente me stesso che mentre bevo il caffè do spazio a sentimenti legati a ricordi, a giovinezza, a pensieri sull’attualità recente, però senza filtri.
Sette album alle spalle – da “Uno” a “Il teatrino dell’inutilità” – due Zecchino d’Oro come autore, sigle TV e collaborazioni: Veronesi arriva a questo disco con la libertà di chi non deve più dimostrare nulla.
Crediti
Titolo: Mi adeguo… con moderazione
Artista: Leonardo Veronesi
Disponibilità: Da oggi in tutti i principali store digitali (Spotify, Apple Music, Amazon Music, YouTube, ecc.)
Testi e musiche: Leonardo Veronesi
Mixaggio musiche: Davide Viviani
Ideazione, riprese e montaggio videoclip: Marco Lui
Foto di copertina: Daniele Mantovani
Comunicazione: Silvia Bottoni
Intervista a Leonardo Veronesi
1. Il titolo e il concept: “Mi adeguo… con moderazione” è un titolo di forte impatto e ironia. Quanto c’è di te in questo “adeguarsi con moderazione” e qual è la goccia che ti fa dire “ora basta”? Il titolo mi frullava per la testa da diverso tempo, mi sembra sintetizzi perfettamente tutto quello che sta succedendo negli ultimi anni, tutto gira velocemente, è un continuo adattarsi a nuove tecnologie nel mondo del lavoro, nel quotidiano, nuovi software, l’AI, persino le casse automatiche negli ipermercati, ci si deve adattare e velocemente, la generazione analogica contro la generazione digitale, tant’è vero che nell’album c’è un brano che s’intitola LA MIA GENERAZIONE. Mi adeguo per carità non si può fare altrimenti, però per cortesia con moderazione. Per quanto riguarda la goccia che potrebbe fare traboccare il vaso di cui mi chiedi, anche in questo caso c’è un brano nell’album che s’intitola LA SOGLIA che parla un po’ di questo, la domanda che mi pongo è: abbiamo già superato il limite e non ce ne siamo accorti, oppure c’è ancora margine?
2. L’immagine di copertina: Nella copertina ti vediamo con una tazza in mano, in un atteggiamento quotidiano ma espressivo. Qual è il messaggio visivo che volevi trasmettere con questa scelta?come a dire “prendiamola con filosofia”. È questo lo spirito dell’album? È una rassegnazione combattiva, ok accetto tutto quello che succede anche se non lo capisco completamente però non esageriamo, è l’immagine dell’italiano medio nato nella seconda parte del Novecento, che si trova in mezzo ad un turbinio di informazioni i social, i talent, internet, e si rende conto che nonostante l’avanguardia tecnologica e la massa di informazioni, stiamo assistendo ad una retrocessione culturale generale, di conseguenza la foto potrebbe rappresentare anche un grande MAH.
3. Rispetto ai tuoi lavori precedenti, quali novità musicali o di sonorità troviamo in questo nuovo album? La novità che mi ha permesso di realizzare un album di qualità senza investire quote di denaro che non ho è l’utilizzo di nuove tecnologie, attraverso queste sono riuscito a lavorare in autonomia.
4. Qual è il filo conduttore che lega le tracce di questo disco? C’è un brano in particolare a cui ti senti più legato? Forse il brano che mi rappresenta di più è POSSO FARE A MENO ma mi riconosco più che mai in tutti i brani. Adesso che ci penso c’è un altro brano in cui mi identifico molto e s’intitola SIAMO TUTTI FANTOZZI, dove utilizzo il personaggio inventato da Paolo Villaggio per analizzare la nostra società e mi rendo conto che è ancora attualissimo nonostante sia stato inventato nei primi anni 70, siamo tutti chi più chi meno Fantozzi. Questi testi sono davvero la fotografia di quello che sono oggi.
5. Hai detto che con questo album non cerchi più l’approvazione del pubblico, non cerchi di accattivarti nessun pubblico. Quando hai capito che potevi permetterti questa libertà? Ma cosa speri comunque che rimanga all’ascoltatore dopo aver terminato l’ascolto di questo album?L’album l’ho realizzato perché mi è tornata miracolosamente la voglia di scrivere, di esprimere qualcosa che avevo dentro. Negli ultimi anni non riuscivo in particolare a scrivere i testi, avevo diverse idee musicali ma non trovavo le parole. Attraverso le nuove tecnologie che mi hanno permesso di evitare sessioni infinite con i musicisti, con conseguente dispendio di tempo, denaro e mal di pancia, con serenità sono ripartito. Gli unici collaboratori di questo progetto sono stati il videomaker scrittore e cabarettista Marco Lui che in un qualche modo è stato il fautore di questa ripartenza, il fonico Davide Viviani, il disegnatore/musicista Gigi Ferretti, mio padre con la riscoperta di un suo testo, Daniele Vaccari detto Mr. Ker per un paio di testi e Silvia Bottoni, mentre per il live ci saranno i miei amici di sempre, Beppe di Marco, Mario Manfredini e Valentino Fuschini.
6. Questo è il tuo settimo album dopo “Uno” (2008), “Domandario”, “L’anarchia della ragione” e gli altri. Cosa è cambiato rispetto agli inizi? Ti senti più libero o più disincantato? Mi sento simile a quella persona che ha realizzato gli altri album, però in questo mi sono sentito più libero, forse mi rappresenta di più perché nei precedenti album mediavo con altre persone che adesso lo posso dire, non mi sembravano adeguate e all’altezza dell’incarico.
7. Il brano “Mi Adeguo… Con Moderazione” ha già un videoclip con Marco Lui. Quanto conta oggi per un cantautore come te l’immagine oltre alla musica? Non lo so perché è tutto così veloce e mutevole che non so quanto incidano ancora i video per veicolare la musica, l’unica cosa che so è che con Marco Lui mi diverto sempre tantissimo, è geniale e molto creativo penso abbia realizzato i videoclip perfetti per i brani che rappresentano l’album non potevo chiedere di meglio.
8. Tu sei un cantautore che ha sempre usato l’ironia per parlare di cose serie, dallo spread allo Zecchino d’Oro. In un momento in cui il livello politico e culturale è così basso e privo di contenuti, come dicevi anche tu, l’ironia è ancora un’arma? Sì, forse l’unica arma dei poveri e non solo, costa poco, aiuta a vivere meglio, ad analizzare con lucidità le ingiustizie e le storture calmierando la rabbia, poi la domanda successiva potrebbe essere ma serve a cambiare qualcosa? Non lo so forse può smuovere delle coscienze, comunque da uno che voleva cambiare il mondo con una canzone…
9. Hai scritto sigle tv, canzoni per altri, libri con La Carmelina. Se dovessi spiegare a chi non ti conosce chi è Leonardo Veronesi oggi, con una frase di questo nuovo album, quale sceglieresti? Oggi Leonardo Veronesi è una persona che quando ha la possibilità di utilizzare la musica cerca di trasmettere buoni sentimenti, solleticare il lato positivo in ognuno di noi, qualche volta far pensare, ha abbandonato lo stilema del rocker non gl’interessa più (sempre che lo sia mai stato), non ha necessità di recitare la parte del duro, ha maturato la consapevolezza dei propri limiti e la gestione dei pochi pregi, cerca di non perdere di vista i grandi della nostra musica, cerca il bello, cerca l’emozione nella musica.
10. Cosa vorresti che restasse a chi ascolta questo album dall’inizio alla fine? Una risata, un pensiero, o una tazzina di caffè condivisa? Mi piacerebbe che gli rimanesse dentro quello che qualche giorno fa mi ha detto il mio bassista Beppe di Marco: “Sai Leo sto ascoltando il tuo album e mi sono emozionato, per qualche minuto ho dimenticato alcuni problemi personali e mi hai fatto stare bene”.










