Primo albo di una quadrilogia delle stagioni creata dall’autrice Hemming e dalla illustratrice Slater, vede il protagonista Scoiattolo andare alla ricerca di chi ruba gli elementi della natura nel proprio habitat – il bosco, da sempre teatro di fiabe e luogo di cambiamento, oltre che di incantamento, per chi lo attraversa.
Il bosco: la casa, il nido, il posto sicuro.
La convenzione della lettera maiuscola per indicare i personaggi della favola (Scoiattolo e Uccello), segno distintivo degli albi di Hemming/Slater, nulla toglie all’immaginazione con cui il racconto progredisce. La concitazione mista a sorpresa dello Scoiattolo, la saggia calma dell’Uccello che invita a osservar quanto succede in maniera oggettiva e senza arrivare a conclusioni affrettate e la decisa consapevolezza del Topo nel difendere la propria barchetta sono, come in ogni favola per antonomasia, rappresentazioni di umani vizi, virtù, e debolezze: antropomorfizzati, come insegnano a mamme e bambini i maestri classici Esopo, Fedro e Jean de La Fontaine.
Quel “mia”, aggettivo possessivo cui lo Scoiattolo fa precedere sempre il termine “foglia”, rappresenta simbolicamente l’errore e la percezione di sé, sbagliata, come unico soggetto al mondo. Le ultime due pagine, come di consueto per autrice, ripercorrono il racconto per immagini attraverso il focus della stagione in cui è ambientato.
L’ultimo passo, il più colorato, verso l’ultima stagione dell’anno.
L’autunno dai colori caldi e sonnolenti diventa così il mezzo – la natura, lo scorrere delle stagioni – per capire il cambiamento che avviene intorno a noi, senza perdere di vista la necessità di non lasciarsene sopraffare né lanciare giudizi senza prima riflettere, ascoltare e osservare con attenzione…








