Sarà un’avventura…
Questa storia ha inizio con un bambino che si reca al fiume con la mamma, chiedendo a quest’ultima di poter fare un giro in gommone, sciogliendo il nodo che lo tiene legato al molo; lasciare gli ormeggi in solitaria per poter partire all’avventura.
Inizia così per il bambino, e per il lettore, un viaggio di emancipazione e crescita.
La parola scritta lascia spazio a tavole pittoriche e figurative, dalle forme semplici e abbozzate. Colori brillanti e saturi, tracciati con pennellate veloci, si contrappongono a colori scuri e corposi, creando un gioco di luci e ombre che trascina il lettore all’interno della pagina.
Simboli e richiami al bambino di oggi, perché domani sarà già tutto diverso
Un viaggio immaginifico ed interiore, che si compie fra luoghi urbani e atmosfere selvagge. Natura ed elementi architettonici si fondo perfettamente, creando immagini ricche di dettagli e simboli, che parlano direttamente al nostro inconscio.
Ad un tratto il protagonista incrocia il destino di un’altra piccola viaggiatrice; e sfiorandosi le mani i due si scambiano un dono. Ora il bambino tiene fra le dita un seme, simbolo di legame nascente e crescita, che si contrappone ad immagini di protezione e cura materna, quali il nodo che ormeggia il gommone e il giubbotto di salvataggio.
Altro elemento sono le fate della foresta, scelte dall’autrice come guide silenziose durante il viaggio, trovano il significato proprio nel loro nome, fata, dal latino “fatum”, “destino”.
Questo è un albo potente, che parla alla nostra paura della crescita e dell’ignoto, mostrandoci quanti mondi possono nascondersi dietro lo sguardo affamato di vita di un bambino.
Diviene strumento pedagogico, portando a riflessioni sulla genitorialità, sulla costruzione di legami solidi ma non privi di confini, fiducia e ascolto.
“L’ho slegato.
Nessuno lo sa fare.
Nessuno tranne me.”








