Romanzi e manuali si self-help: c’è un nesso tra i due generi? L’autrice e sceneggiatrice di origine milanese Federica Bosco lo ha trovato, con all’attivo una ricca pubblicazione che comprende entrambi. Stile ironico e brillante, affronta spesso storie di donne che affrontano sfide e momenti rosa, tonfi e trionfi, senza mai perdere il filo del lieto fine che può sempre nascondersi girata l’ultima pagina di un suo libro…
Il mio gatto mi detesta. Diario di Sir Thomas
Con un microchip fresco di anagrafe felina, e un biglietto di sola andata per il mondo, da quel momento in poi tutte le mie energie sono state concentrate sull’addestramento dell’umana che, considerata l’età e gli evidenti limiti imposti dalla sua specie, ha dato frutti talvolta inaspettati.
E questo è l’inizio della mia storia.
Sir Thomas
Un esilarante diario segreto di Sir Thomas, Maine Coon di Federica Bosco. Dalla nascita alla scelta della sua Umana, dalla nuova casa alle vacanze, Sir Thomas, nome importante per un gatto fuori misura, conferma quello che noi gattare abbiamo sempre sospettato: i gatti ci scelgono, e servirli è la nostra missione nella vita. Quando Federica entra nell’allevamento non può immaginare che il suo destino sia legato al cucciolo più volitivo: lei vuole solo un bel gattone rosso. Sir Thomas invece non esita a far in modo che la donna lo preferisca a tutti gli altri. Da quel momento si dedicherà ad istruire Federica a soddisfare ogni sua richiesta: giocare continuamente, dormire poco, scegliere solo cibo raffinato ed estremamente costoso che verrà sputato in due secondi netti, avere come unico pensiero il benessere felino (e ferino!).
Il mio gatto mi detesta è un libro bellissimo; se da un lato si ride talmente tanto da rimanere senza fiato, dall’altro l’autrice è riuscita a calarsi nella mente di un gatto facendone un ritratto perfetto e dimostrando quanto questi animali sappiano stregarci. Schietta, sincera, diretta – come sa essere – parla di sé attraverso il gatto (che esiste davvero ed è stupendo!). Sir Thomas è presuntuoso, supponente, antropomorfizzato e bellissimo, tanto che tutti se ne innamorano al primo sguardo (“Sembra una lince!”, il complimento inflazionato; e tutti se ne innamorano al primo sguardo, chiedendo di potergli scattare una foto).
Gatto che è anche escamotage e trucco letterario che l’autrice utilizza per raccontare la propria vita e le abitudini che compongono la propria quotidianità attraverso la visione del gatto. Autoironica, si definisce “gattara” e palesa tutti i propri difetti e insicurezze, con una consapevolezza che la rende ancora più simpatica e umana: Federica è una di noi!! Un libro perfetto, anzi geniale. Un vero piacere da leggere e rileggere.
E certamente, seguendola sui social e vedendo le foto di Sir Thomas, non si stenta a credere che sia scritto proprio da lui: sembra infatti guardare il lettore con sufficienza, il quale sente su di sé uno sguardo giudicante che non lascia scampo.
Natale con Sir Thomas
Il Maine Coon di Federica Bosco, super pretenzioso ed esigente, torna tra gli scaffali un anno più tardi riprendendo le fila del suo racconto di vita con l’Umana con obiettività e sarcasmo, nel periodo più magico dell’anno.
Dopo il successo del primo libro dedicato a Sir Thomas, i lettori stavano aspettando con ansia un suo secondo diario. Lui, il gatto tanto amato e idolatrato che, nonostante il suo caratterino non facile, non si può non amare, lo ritroviamo che si accinge a festeggiare un altro Natale con la sua Umana, a cui piace affibbiare tanti appellativi a seconda della situazione. Nella vita con l’Umana Sir Thomas racconta diverse vicissitudini e avventure, dalla ennesima vacanza deludente ai tentativi dei vari operai di fregarla, sino alla deludente vita sentimentale di quest’ultima. Il lettore si ritrova inevitabilmente a seguire tutte le vicende con grande coinvolgimento ed empatia.
Ancora una volta, Sir Thomas delinea senza filtri il mondo degli umani di oggi, così pieni di sé, così distratti da innumerevoli incombenze, poco inclini ad essere empatici e a fare squadra come invece si ostina ancora a fare l’Umana. Il lettore si ritroverà a riflettere su diverse tematiche esistenziali che lo riguardano in prima persona, ma anche a sorridere, se non a ridere a crepapelle. Ci sono situazioni che Sir Thomas narra e che sono così cariche di umorismo che non è facile non ritrovarsi con le lacrime agli occhi dalle risate.
Lo stile di scrittura della Bosco, così lineare e senza fronzoli, la rende una lettura piacevole e divertente. Ancora una volta, Sir Thomas rimarrà nella mente e nel cuore dei lettori.
Questo libro fa riflettere e sorridere al tempo stesso, oltre a far scoprire al lettore un altro lato della personalità di questo gatto che sembra così narcisista e pretenzioso: dalla letterina che stilerà per Babbo Natale emergerà un suo lato tenero, generoso e altruista che prenderà a cuore la situazione di tutti quei gatti e quegli animali che non sono stati fortunati come lui, che non hanno un porto sicuro in cui tornare, che non hanno cibo né cure mediche.
Un libro dalle mille sorprese, dedicato agli amanti degli animali e non solo: aiuta ad entrare nel loro mondo e ad immaginare quello che pensano sul nostro così caotico e spesso contraddittorio.
Controcanto di Natale

Nina e Controcanto di Natale
Si può voler bene a una persona attraverso le pagine che scrive? Con Federica Bosco succede ed è successo! E il cerchio affettivo che la circonda si allarga di libro in libro: leggere per credere.
Il testo, che mantiene aura e ambientazione natalizia del precedente, si legge tutto d’un fiato perché i personaggi trattengono il lettore nel loro mondo e danno spazio solo ai bisogni primari che vengono appagati con ironia e intelligenza, spaziando da temi più leggeri ad altri più impegnati – attenzione a problemi sociali e ambientali, buoni e cattivi sentimenti.
Si trova di tutto nei suoi libri ma soprattutto si trova la sua autenticità, la sua essenza di persona: perché c’è sempre un pezzo di Federica che si scopre e si concede ai lettori con onestà e franchezza! L’autrice ha questo dono: scrive di sé anche se non c’è, e racconta attraverso le proprie parole i pensieri che spesso sono anche quelli del lettore, che non sempre ha la capacità di analizzarli, risolverli, anche solo metterli in fila. Altre volte sono scoperte che fanno bene alle nostre menti distratte.
“Lo sai che la proboscide è proprio una manina…”
Impossibile spoilerare, accontentiamoci di una citazione in chiusura di questa riflessione: ci si può commuovere come è successo a me e si capisce il perché di tante foto che ci ha mostrato sui social.
Un libro da regalare, da conservare, da leggere, da avvicinare al proprio cuore.








