Joe Abercrombie torna nel suo spazio narrativo più riuscito, la Styria. Ritroviamo nomi noti in altri libri dello stesso autore, dando a chi segue questo autore da tempo quella sensazione di già visto, di confidenza, che permette di passare a un livello successivo di lettura. Vedremo di cosa si tratta.
La storia parte in medias res, come direbbe un critico colto, o a metà strada come scriveremmo tutti: un conflitto di potere, di cui scopriremo meglio i dettagli solo successivamente, che porta la protagonista, Monza Murcatto, una terribile condottiera e capa assieme al fratello di un gruppo di mercenari chiamate le Mille Spade, ad essere quasi uccisa assieme al fratello in un agguato finalizzato a eliminarla per evitare che il suo potere accresca troppo.
Sette uomini sono considerati i responsabili della morte del fratello e per questo la nostra eroina (???) innescherà una serie di eventi finalizzati ad ottenere la vendetta.
Lati positivi
Abercrombie in questo libro supera se stesso e secondo me anche il concetto stesso di fantasy moderno. Pur mantenendo un ritmo forsennato e una serie di azioni e colpi di scena propri della sua produzione, questo libro entra con vigore in temi sicuramente non banali: la vendetta, come una sorta di scudo dietro cui nascondersi per giustificare qualsiasi terribile azione, la difficoltà a definire i confini del giusto e del “sufficiente”, la terribile crudeltà della battaglia. I personaggi del libro si scontrano con le dipendenze dalla droga, dall’alcool, dalla violenza; queste dipendenze sono descritte con un realismo incredibile, rendendo doloroso leggere quelle pagine così intrise di dolore, debolezza, fatica a reggere la tentazione. A questo si aggiungono battaglie interiori di personaggi secondari che però tramite questi momenti di introspezione guadagnano una solidità quasi granitica, diventando a loro volta parte fondamentale della storia, pilastri di un percorso che siamo costretti ad attraversare durante la lettura. I buoni e i cattivi sono sfumati, ci sono uomini che per necessità, sfortuna o incapacità, si trovano loro malgrado ad adattarsi a un mondo violento, duro, che li plasma e li obbliga a scegliere strade inaspettate. Caul il Brivido è il personaggio da questo punto più rappresentativo, un “uomo che vuole solo essere una brava persona” che si trova continuamente a lottare con il passato che rischia di strabordare andando a macchiare per sempre il suo futuro.
Lati Negativi
Se non si ha voglia di accendere il cervello questo libro rischia di essere quasi banale, con uno schema che Abercrombie ha già proposto in libri passati. Una folta serie di personaggi, ironia a profusione, volgarità senza confini (sconsiglierei la lettura sotto i 16 anni), descrizione durissima della realtà, in un realismo ostentato e quasi esagerato soprattutto nelle parti di sesso (Ken Follett scansati) e di combattimento.
Io rimango però convinto che trovare un libro che vada oltre è complicato e trovare un libro fantasy con personaggi così “massicci” è rarissimo, quindi per gli amanti del genere è una pietra miliare da non perdere.
Voti:
Originalità: 7 (rispetto al resto della produzione)
Stile: 10
Personaggi: 10
In una frase: “la vendetta non ha confini etici, solo fisici….”
Voglio anche segnalare un’attenzione incredibile dell’editore alla qualità grafica del prodotto tanto che farò a breve una video recensione in cui ci soffermeremo sulle caratteristiche grafiche del progetto.








