Se i sassi potessero raccontare

by Giorgia Pizzirani | 14 Apr 2026 | Interviste

Titolo:

Se i sassi potessero raccontare

Autrice:

Amy Ann Weideman

Illustratrice:

Daniela Pareschi

Casa editrice:

Edizioni Giannatelli

Prima pubblicazione:

2019

Attraversando epoche geologiche per arrivare ai giorni nostri attraverso momenti che alternano l’osservazione pura dell’ambiente alla scienza che mostra le proprie meraviglie, prima tra tutte il ritrovamento del più grande animale fossile mai rinvenuto – la balena cui è stato dato il nome di Giuliana, a oggi il maggior cetaceo per dimensioni del Pleistocene, ritrovato nel 2006 sulle sponde del lago di San Giuliano – l’autrice americana Amy Ann Weideman porta bambini e adulti a scoprire un ecosistema urbano unico al mondo, con i suoi due quartieri scavati nella roccia della Murgia materana – Sasso Caveoso e Sasso Barisano – patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1993: Matera.

Insegnante, guida turistica e poetessa: quale luogo migliore, se non Matera?

“Da insegnante e guida turistica in italia da oltre vent’anni innamorata della Città dei Sassi – racconta l’autrice – ero stupita di come nessuno non avesse mai provato a scrivere la storia di questa città per il pubblico dei più piccoli; né facendolo attraverso immagini. Pensieroche si è fatto più forte da quando sono diventata mamma.
La storia che ho voluto raccontare invece nasce due anni prima di incontrare quella che sarebbero state penna e colori della storia, che rispondono al nome di Daniela Pareschi. Cercando chi potesse fare corpo e forma alle mie parole mi capitò sott’occhio il calendario della Città del Sole, che quell’anno (era il 2016) fu illustrato proprio da Daniela. I suoi disegni mi piacquero molto e trovai che potesse essere perfetto un ‘match’ con la mia idea.
Capitò che, in una fiera delle case editrici lucane lei presentasse, insieme all’autore Biagio Russo, il loro albo Aiaccio, e mi sono avvicinata per conoscerla. Da una chiacchierata all’invio dei miei testi il passo è stato breve.”

Un posto sommerso da mare e coralli
che lasciò il posto ad alberi e valli

Facciate barocche, cisterne, ipogei, sovrapposizioni solo apparenti…

E, se a detta stessa dell’autrice, le persone erano naturalmente attratte dalla parte grafica, la sfida reale era riuscire ad attrarle verso la parola.
Tanto più che, rispettando una preferenza e una forma di scrittura che le è più congeniale, il testo è scritto in rima, come se fosse una favola; scelta che accompagna la fruizione per un pubblico d’infanzia, ma ricercato e attraente anche per lettori adulti, in cui l’autrice si fa aiutare da un amico cantante e cantautore per ricercare giuste assonanze, tempi e sonorità. Una triplice profondità accompagna la lettura di questa narrazione, fondendo non solo immagini e testo, ma proponendo lo stesso testo sia in lingua italiana che inglese. Unendo tre ispirazioni che accompagnano da sempre Amy Ann: la storia della città, la gratitudine al senso di appartenenza che prova percorrendo sovrapposizioni, gradini e discese e luci di un luogo che è anche un sistema, ripreso dagli autori Carlo Levi e Pier Paolo Pasolini in veste di regista nel suo Vangelo secondo Matteo e dal mangaka Katsura Hoshino, e la sua musa assoluta: il figlio.

Giorgia Pizzirani

Giorgia Pizzirani

Da dipendente in una libreria, traduttrice e redattrice free lance vive la propria vita circondata di libri – sta cercando di smettere ma pare non sia sulla buona strada.
Da lettrice si fa le ossa con fumetti, classici russi e fantascienza; oggi legge soprattutto narrativa per l’infanzia e saggistica scientifica privilegiando i testi di zoologia, testi che molto poco sembrano avere in comune; ma si sa che bambini e animali sono la parte più pura del mondo sempre capace di
insegnare, stupire e commuovere.
I pezzi di carta che adornano la sua vecchia stanza testimoniano maturità linguistica, dieci anni di pianoforte, diploma di teoria musicale al conservatorio, prima tesi di laurea in antropologia culturale e seconda in cinema di animazione e filosofia morale. Non paga, suppone ci sia ancora
spazio alle pareti.

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