Animali bellissimi

by Giorgia Pizzirani | 15 Gen 2026 | Interviste

Titolo:

Animali bellissimi

Autrice:

Daniela Pareschi

Illustratrice:

Daniela Pareschi

Casa editrice:

Il Barbagianni

Prima pubblicazione:

2023

Raffigurazione tratta dal libro "Animali bellissimi"

Cos’abbiamo tu e io in comune?

Esempio rappresentativo dell’eterna contrapposizione tra arte e scienza, tra immaginazione e razionalità, questo albo della scenografa e illustratrice ferrarese di origine e genovese di adozione Daniela Pareschi non potrebbe che esserne fiero prodotto editoriale. 

Pareschi crea un libro partendo da un punto di vista ben diverso da quello scientifico che classifica e cataloga il regno degli organismi viventi. “L’idea che mi ha permesso di sviluppare il libro – racconta – nasce da una serie di domande che mi ponevo io stessa da bambina: perché, ad esempio, animali che hanno caratteristiche simili non appartengono alla stessa famiglia? La riflessione che da adulta è seguita a questo gioco mi ha invece portata a ribaltare, sovvertire, rigirare come un calzino una convenzione e, soprattutto, un punto di vista. Scherzando, dico spesso che sento di avere più cose in comune con l’orso marsicano che con Fabrizio Corona!”. 

Pareschi lo fa andando a bussare alla porta nientemeno che alla catalogazione di Linneo, biologo e naturalista padre della nomenclatura binomiale: due termini in latino che compongono il nome scientifico di ogni specie e che classificano, ordinandoli secondo caratteristiche simili, animali e piante. La specie, ciò che tiene insieme esseri viventi, è quindi che l’insieme degli individui che, accoppiandosi, generano figli a loro volta in grado di riprodursi. 

“I cosiddetti ragni paracadutisti utilizzano le ragnatele per costruire palloncini di seta…”

“E se invece – questo l’assunto di partenza dell’artista – considerassimo appartenenti alla stessa specie gli animali con le macchie sul manto, o sul pelo? O ancora, perché non considerare appartenenti alla stessa famiglia una coccinella e un polpo dagli anelli blu, le cui macchie, quali avvertimenti aposematici, sono funzionali alla loro stessa sopravvivenza? Perché non ragionare su animali con i capelli e perché non poter fare stare alla stessa tavola, o meglio nella stessa famiglia, gli animali che, banalmente, ‘si gonfiano’?”. 

In termini galileiani: “provare e riprovare”…

Con questa semplice e provocatoria domanda che dà spunto alle sue tavole, l’autrice non ha paura di disturbare un mostro sacro, una legge, una base universale: “In fondo – riprende  – tutte le nuove scoperte sono nate grazie a continui dubbi e curiosità: la scienza non è forse tentativo, prova e confutazione? E’ un testo che fa riflettere e sorridere, scoprire e analizzare, catalogando gli animali in maniera originale e unica con schede di riferimento che raccontano ognuno di essi, coadiuvata dal prezioso lavoro dello zoologo Davide Ruffino.”
Un albo, infografiche ragionate su categorie fantasiose e ironiche ma rigorosamente verificate, disegni e parole per dimostrare a un pubblico di grandi e piccoli che serve conservare lo stupore nei propri occhi per riversarlo nel mondo, e che – guai! – l’unicità è la ricchezza maggiore che abbiamo, solo per poi scoprire che qualcuno di simile a noi, da qualche parte là fuori nel vasto mondo, c’è.

E, per fare la punta ai chiodi, l’ornitorinco ci guarda: lui resta un unicum misterioso, anche nell’albo di Pareschi. 

Giorgia Pizzirani

Giorgia Pizzirani

Da dipendente in una libreria, traduttrice e redattrice free lance vive la propria vita circondata di libri – sta cercando di smettere ma pare non sia sulla buona strada.
Da lettrice si fa le ossa con fumetti, classici russi e fantascienza; oggi legge soprattutto narrativa per l’infanzia e saggistica scientifica privilegiando i testi di zoologia, testi che molto poco sembrano avere in comune; ma si sa che bambini e animali sono la parte più pura del mondo sempre capace di
insegnare, stupire e commuovere.
I pezzi di carta che adornano la sua vecchia stanza testimoniano maturità linguistica, dieci anni di pianoforte, diploma di teoria musicale al conservatorio, prima tesi di laurea in antropologia culturale e seconda in cinema di animazione e filosofia morale. Non paga, suppone ci sia ancora
spazio alle pareti.

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